Muso Rosso ha dissotterrato l'ascia di guerra. Questo spazio web è dedicato allo spirito libero delle idee, senza obbedienze di credo, di partito,
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Il contenuto di queste pagine è costituito da una serie di scritti in rima che traggono ispirazione da eventi dell'attualità politica e sociale e che sono mossi fondamentalmente
dall'esigenza di smascherare la violenza e la stupidità del potere.

sabato 1 ottobre 2016

REFERENZUM

Dopo una lunga attesa il Presidente del Consiglio Renzi ha deciso la data per il referendum sulla sua riforma della Costituzione. L'ha scelta il più lontano possibile (il 4 dicembre, giorno di S. Barbara) perché attualmente i sondaggi non gli sono favorevoli e quindi si riserva più tempo per recuperare consenso. Lo fa attraverso il suo solito sistema delle grandi promesse e delle piccole mance elettorali: "bonus" per i diciottenni, aumento delle quattordicesime per le pensioni minime, prepensionamenti con mutuo ventennale, ricostruzione veloce dopo il terremoto di Amatrice, infrastrutture al Sud (la Salerno-Reggio!), fino al Ponte sullo Stretto di Messina che dietro lo specchietto di 100.000 posti di lavoro (boom!) è un segnale interessante anche per vari tipi di padrini, ai fini di un utile appoggio nelle urne.
Anche se le sue ministre ce la mettono tutta per farlo fallire, ultima in ordine di tempo la Lorenzin con la sua sgangherata campagna per la promozione delle nascite, può darsi che qualcosa sia costretto a fare, per i terremotati o per i pensionati poveri. È questo il bello delle tornate elettorali, pur sapendo che ciò che concede con una mano poi lo riprende con l'altra.
Per il leader del PD questo passaggio istituzionale è cruciale ai fini del consolidamento definitivo del suo potere assoluto, a costo di calpestare diritti e principi fondamentali assicurati finora dalla Carta Costituzionale. Ma noi, che non amiamo il potere, specie quando vuol farsi pre-potere, vogliamo credere nell'antico proverbio: "Chi troppo vuole nulla stringe".
Perciò, dopo il NO incassato sulla candidatura di Roma ai giochi olimpici, che gli ha fatto perdere delle grandi occasioni per le sue esibizioni propagandistiche, ci auguriamo che il giorno di Santa Barbara possa fare il bis.



REFERENZUM

Man man che il referenzum si avvicina
Matteuzzo promette mari e monti.

Come Silvio, che è giunto all’ottantina,
le spara grosse: promette strade e ponti,

case sicure per i terremotati,
mance di compleanno ai giovinetti,
prestiti a strozzo per i pre-pensionati,
mance di fine-vita ai poveretti.

E via dicendo: sblocco dei contratti
e buone scuole e un radioso avvenire…
i giovani, oramai senza ricatti,
potranno fare figli a non finire!

Milioni di posti di lavoro,
di quelli veri, per i disoccupati;
però non tocca le pensioni d’oro
per manager, ministri e deputati.

Salva le banche, ignora gli evasori,
farà un’Italia quattropuntozero,
ma senza disturbare lorsignori.
Su dove prende i soldi c’è il mistero!

È un segreto, però, di Pulcinella,
il solito giochino con le mani:
con l’altra prende ciò che dà con quella.
Li prende sempre ai soliti Italiani,

quelli che sono sempre tartassati
(con tasse e con balzelli d’ogni sorta,
bollette, accise, ticket aumentati)
sperando che abbian la memoria corta.

Basta arrivare poi alla votazione:
se le promesse sono solo fiato,
per acchiappare voti sono buone;
chi ha avuto ha avuto, infin, chi ha dato ha dato.

Ci cascheranno dunque gli Italiani
con queste astuzie trite, da due soldi?
Saran condizionati dai ruffiani
di stampa e video ed altri manigoldi?

Per ora Matteuzzo ha perso i Giochi,
il palco olimpico per i suoi show.
Per Santa Barbie, patrona dei fuochi,
noi gli regaleremo un altro NO !
Il disegnatore satirico Riccardo Mannelli ha pubblicato sul Fatto Quotidiano una vignetta che ritrae la ministra Boschi, braccio destro di Matteo Renzi, in una consueta posa a gambe accavallate, sotto il titolo “Riforme: lo stato delle cos(c)e”, suscitando l’ira di tutti i benpensanti di regime...
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