Muso Rosso ha dissotterrato l'ascia di guerra. Questo spazio web è dedicato allo spirito libero delle idee, senza obbedienze di credo, di partito,
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Il contenuto di queste pagine è costituito da una serie di scritti in rima che traggono ispirazione da eventi dell'attualità politica e sociale e che sono mossi fondamentalmente
dall'esigenza di smascherare la violenza e la stupidità del potere.

domenica 5 maggio 2013

PDF Partito Di (s) Fatto

I cattolici di tutti gli schieramenti, da sempre ostili alle “unioni di fatto”, si ravvedono e fanno coming-out. Approfittando dell’incapacità dei dirigenti PD di gestire la crisi politica, vengono allo scoperto e, abbattendo tutti gli steccati finora dichiarati invalicabili, si lanciano in un comune afflato di amorosi sensi per la costituzione di un governo detto “di larghe intese”. Così viene definita l'operazione, sponsorizzata da un Presidente che non ha esitato a gettare per la terza volta la ciambella di salvataggio al “principale esponente, ecc. ecc.” (la prima quando gli concesse un mese di tempo per comprarsi un po' di parlamentari, la seconda quando gli mandò in soccorso il governo Monti).
Nell'euforia generale dei deputati e senatori PD-PDL, viene dato l'incarico a Letta-nipotino, il quale, presentando con sussiego il suo governo, tiene a precisare che non è più tempo di contrapposizioni e che loro sono un'unica squadra; per il bene del Paese, naturalmente. Traduzione: un partito invisibile, che non si era presentato alle elezioni con le proprie insegne, ha preso le redini del potere politico.
Dagli abissi dove era nascosta, benedetta dal Vaticano, riemerge la balena democristiana...


Si festeggia, finalmente, nei palazzi del potere:
il disastro è scongiurato e tintinnano il bicchiere.

Han rieletto presidente un vegliard-napoletano
che, col grande inciucio, salva per la terza volta il nano.

Son contenti quasi tutti, sprizzan gioia da tutti i pori,
le poltrone sono salve, ed i culi dei signori

resteranno ancora al caldo, qualche tempo per lo meno,
fino a quando reggerà questo pateracchio osceno

E il partito senza nome,
che non c'era all'elezione,
(mentre il grillo sta cantando)
va sul ponte di comando.

Ricompare all'orizzonte la balena misteriosa,
la balena bianca e azzurra che fagocita ogni cosa,

ed han messo su un "pretino" per dir messa all'Italietta
che, mellifluo, ci ammannisce la ritrita favo-letta

"Siamo tutti una famiglia, ci dobbiamo voler bene
ladri e onesti, non importa, l'importante è stare insieme"

Poi, rivolto ai suoi colleghi: "Noi l'abbiam sempre saputo,
ma ora non dobbiam più fingere... il momento è ormai venuto!


Si festeggia finalmente nei palazzi del potere:
quelli brindano, però è a noi che la voglion dare a bere!

© Muso Rosso 2013


Post precedente: C'era un grillo (visualizza)
Dopo le elezioni vinte-perse Bersani, incaricato da Napolitano di verificare la possibilità di costituire una maggioranza in Parlamento, “scopre” improvvisamente il movimento cinque stelle e si offre ripetutamente per un’alleanza che possa far nascere un governo PD - M5S, per lo meno su un programma minimo (i famosi “8 punti”). Ad ogni avance, però, riceve sistematicamente un netto rifiuto, rivolto non tanto ai punti del programma quanto alla sua personale presenza, sia da parte del leader del M5S che dei due capigruppo, duri e puri quanto banali e obbedienti al capo.
Nella situazione di stallo, Napolitano tira fuori dal cilindro “i 10 saggi”, un mescolone di esperti e navigati politici della vecchia nomenclatura che, divisi in due sottogruppi come negli esami universitari di lontana memoria, hanno il compito di “inventare” un programma che metta tutti d’accordo e permetta il varo del governo. Ma tutti d’accordo chi? PD, PDL e Scelta Cinica, naturalmente.

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