Muso Rosso ha dissotterrato l'ascia di guerra. Questo spazio web è dedicato allo spirito libero delle idee, senza obbedienze di credo, di partito,
di gerarchie qualsiasi. Ipocrisia, prepotenza, sfruttamento, ignoranza e conformismo sono i principali nemici di Muso Rosso. Contro di essi le armi possibili sono molte: verità, umanità, cultura, creatività, rispetto per la natura. Ma su tutte domina la Libertà, di parola e di pensiero.
Il contenuto di queste pagine è costituito da una serie di scritti in rima che traggono ispirazione da eventi dell'attualità politica e sociale (da leggere perciò con gli occhi del momento storico in cui gli eventi si sono svolti), scritti che sono mossi fondamentalmente dall'esigenza di smascherare la violenza e la stupidità del potere.

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giovedì 21 luglio 2022

GIGINO L'APPRENDISTA

 


Il giovane Gigino, il brutto anatroccolo della politica italiana, ce l'ha fatta! Denigrato per il suo curriculum di "bibitaro" da stadio, preso incessantemente in giro per il congiuntivo, tacciato un giorno sì e l'altro pure di incapacità, nonostante le brutte figure collezionate (richiesta di destituzione del Presidente, gilet gialli, abolizione della povertà e via dicendo), si è applicato tuttavia con perseveranza e, alla fine, ha superato brillantemente il periodo di apprendistato della politica. Insomma si è fatto le ossa, ha copiato ed ha imparato il mestiere. Ora può aspirare legittimamente ad un posto nell'Olimpo dei nostri amati politicanti.
Perciò, giunto quasi alla fine del secondo mandato, e non potendo più essere candidato, per regolamento, nel Movimento 5 Stelle che lo aveva innalzato agli allori del successo, ha pensato bene in vista delle prossime elezioni a crearsi il suo partitino, per potersi ricandidare e tornare in Parlamento sotto un'altra bandiera.
Anche se il suo partitino "Insieme per il futuro" prenderà pochi voti ("tanto, ci sarà sempre, lo sapete, un musico fallito, un pio, un teorete..." a votare cazzate), saranno comunque sufficienti per assicurare un "futuro" privilegiato a lui e a pochi intimi. Da chi è stato seguito? da personaggi che sperano di fare come lui.

GIGINO, L'APPRENDISTA

Il giovane Gigino, l'apprendista,
fa carte false per rimanere in pista.
Giunto oramai alla fin del suo mandato,
con le Stelle non può più esser candidato,
ma lui però è quel tipo di persone
che il culo hanno attaccato alle poltrone.

E allora, che si inventa il buon Gigino?
Giacca e cravatta, fonda un partitino!
Chi lo considerava incompetente
di lui non ha capito proprio niente:
Con costanza il ragazzo si è impegnato
e il mestiere, alla fine, l'ha imparato.

E l'ha imparato veramente bene,
sa esattamente cosa gli conviene.
"Andiamo insieme!" fa, candido e puro,
"Andiamo insieme per il (mio) futuro!"
... Ma insieme a chi? a chi sta bene attento
a mantenersi un seggio in Parlamento!

Muso Rosso, luglio 2022

Nel post precedente:
AL CUOR NON SI COMANDA

Silvio Berlusconi è convolato a finte-nozze con la parlamentare di Forza Italia Marta Fascina.
Alla "celebrazione" erano invitati tutti i suoi migliori amici,,,

venerdì 25 marzo 2022

Al cuor non si comanda

Silvio Berlusconi è convolato a finte-nozze con la parlamentare di Forza Italia Marta Fascina.
Alla "celebrazione" erano invitati tutti i suoi migliori amici. Unico politico extra Forza Italia: Matteo Salvini, incoronato da Silvio come il miglior leader politico d'Italia (e forse del mondo).
Il matrimonio, "simbolico", non ha alcun valore legale. E ciò tiene al riparo il patrimonio del cavaliere (memore delle vicende passate con la vera moglie) da eventuali pretese future.
Il pubblico è stato intrattenuto dal cantante Gigi D'Alessio e dallo show personale di Berlusconi in veste di chansonnier. Poi Berlusconi, sul prato di Villa Gernetto, brandendo una sorta di sciabiola, ha proseguito lo show di fronte a una torta nuziale con la simpatica forma di un evidente simbolo fallico.

Al cuor non si comanda

Come sempre, Berluscone
non tralascia l’occasione
per mostrarsi da buffone
alla pubblica opinione.
 
Questa volta ha escogitato,
per sembrare un po’ sposato
e non esser criticato
come eterno fidanzato,
 
un moderno matrimonio
per un vecchio Marcantonio
che, però, rispetto al conio
non intacca il patrimonio.
 
E così a Villa Gernetto
Prende corpo il siparietto.
Berluscone col mughetto,
la sposina col merletto.
 
Non è male la sposina,
solo il nome ha di fascina.
Si può dir quasi carina,
forse un po’ crocerossina.
 
Certo al cuor non si comanda,
ma vedendo questa banda
ci sovviene una domanda:
che sia solo propaganda?
 
Gli invitati erano tanti
Tutti in ghingheri, eleganti,
sorridenti tutti quanti:
brava gente e lestofanti.
 
C’era Sgarbi con Tajani
E Zangrillo con Galliani…
Per dar spazio ai casi umani,
c’era il capo dei Padani
 
e Dell’Utri pure c’era,
fresco fresco di galera.
Ma dir tutti i nomi in fiera
è un’orrenda tiritera:
 
lascerebbe senza fiato!
Ve lo abbiamo risparmiato. (*)
Non si offenda il festeggiato
se lo abbiamo criticato
 
per il finto-sposalizio.
Si sa, fingere è il suo vizio!
Lui medesimo è fittizio
Col suo cuoio capellizio.
 
Ma anche se restiamo puri,
ora non facciamo i duri:
con un rullo di tamburi
gli facciamo finti-auguri!

----------
(*) C'era pure un Tal Talessio che cantava come un fessio.


© Muso Rosso 2022

Venti di guerra. Muso Rosso vuole dare voce a tutte le creature del pianeta che non ce l'hanno.
Il mito racconta che la storia umana comincia con il dono del fuoco da parte di Prometeo. L'uomo è l'unico essere vivente che non teme il fuoco, ma lo usa a proprio vantaggio. Non lo teme finché riesce a dominarlo, finché il fuoco non va fuori controllo. A volte però questo accade...

giovedì 14 maggio 2020

Aisha

Gli italioti d'accatto, i sovranisti "de noantri", si sono scatenati dopo il ritorno di Silvia Romano, scandalizzati dal suo abbigliamento e dalla sua professione di fede islamica. Hanno polemizzato sull'accoglienza all'aeroporto da parte di esponenti del Governo e hanno polemizzato sul pagamento di un riscatto con i soldi degli Italiani per liberare una musulmana.
A quanto pare hanno la memoria troppo corta per ricordare quando uno dei loro capi supremi si esibiva negli stessi aeroporti con il giubbotto della Polizia di Stato e troppo corta per ricordare che i riscatti sono sempre stati necessari per riportare a casa i cittadini italiani rapiti in giro per il mondo. Forse hanno pure dimenticato che Silvia Romano, prima ancora che musulmana, è una cittadina italiana ed è dovere dello Stato garantirne l'incolumità.
Certo il rientro in Italia poteva avvenire in modo riservato e si poteva darne notizia una volta a casa. Ma l'evento allestito ha fatto comodo a tutti: Governo, giornalisti e Italioti compresi. E non è sembrato dispiacere neppure alla diretta interessata che, anzi, è apparsa pienamente a suo agio nella kermesse mediatica.
Muso Rosso guarda con sereno distacco l'accaduto. Abbiamo una Silvia in meno ed una Aisha in più, e allora? Aisha ha diritto di essere e di vestire come vuole. 
Se invece di tornare musulmana fosse tornata di religione ebraica o buddista, o di nessuna religione, non sarebbe forse stata la stessa cosa?


Aisha

È ritornata Silvia, finalmente!
Ad aspettarla c’era tanta gente:
il presidente Conte e, a fare il paio,
il ministro degli esteri Di Maio.
E agenti dei “servizi”, giornalisti,
fotoreporter e telecronisti…

Ma quando è scesa giù dall’aeroplano
Indossava una sorta di pastrano,
un telo verde messo sulla testa
giù fino ai piedi, a rovinar la festa.
Però non l’ha sciupata ai suoi parenti
che l’hanno accolta felici e assai contenti.

È andata "Silvia" ed è tornata "Aisha",
ma in qualche modo, alfin, le è andata liscia.
Adesso va lasciata in santa pace
e a chi questo finale non gli piace
la conclusione gliela diamo noi:
se è musulmana, saranno cazzi suoi?

© Muso Rosso 2020


Nel post precedente:
LA PACCHIA È FINITA
Pensava di essere il pifferaio di Hamelin, invece era un "pifferaio di montagna",
uno di quei pifferai che partono per suonare e tornano belli e suonati.
Bacioni.

giovedì 5 settembre 2019

La pacchia è finita

LA PACCHIA È FINITA

Narra la leggenda che Giorgetti, eminenza grigia della Lega Nord, abbia regalato a tutti i membri leghisti dello staff di governo "gialloverde" una fotografia di Matteo Renzi, da tenere sulla scrivania per ricordare di non esaltarsi troppo perché il rischio di fare la sua stessa fine era sempre in agguato.
La foto, come si è visto, non è servita al “capitano” Salvini il quale, esaltato dalle sue esibizioni travestito o in mutande, dalle caserme ai Papeete Beach, tra selfie coi fans, rosari, madonne e cubiste, ha creduto di poter strafare chiedendo “pieni poteri” e cercando di mandare a casa il Parlamento della Repubblica. Risultato: lui e tutta la sua ciurma sono stati cacciati dal Governo. Pensava di essere il pifferaio di Hamelin, invece era un "pifferaio di montagna", uno di quei pifferai che partono per suonare e tornano belli e suonati. Bacioni.

LA PACCHIA È FINITA

Alla sua ciurma su ogni scrivania,
perché fosse di monito al mattino,
avevan messo una fotografia
che ritraeva un celebre ebetino.

La foto era per dir: fate attenzione
perché, se vi montate assai la testa,
appena si presenta l’occasione
ci mandano affanculo e addio alla festa!

Ma, come in questi casi accade spesso
quando il potere è facile e ruffiano,
la testa, accecato dal successo,
se l’è montata proprio il Capitano.

E fu così che come il suo collega,
l’altro Matteo famoso fiorentino,
anche il padano ha perso la cadrega
e ha fatto la figura del cretino!

© Muso Rosso, 2019


Nel post precedente:
L'illuminazione di Matteuzzo
L'uscita sgangherata del Gigetto-Matteo (quello padano), di far cadere il governo Conte per andare al voto anticipato e "capitalizzare" l'ascesa della Lega Nord nei sondaggi, ha folgorato l'altro Matteo (quello di Rignano)...


lunedì 5 dicembre 2016

IL RE È NUDO

IL RE È NUDO
(e anche la sua corte di servi e giullari)




IL RE È NUDO

"Accozzaglia, accozzaglia!" Matteuzzo starnazzava;
Maria-Ele, con sussiego, tutto il dì coccodeggiava.
E poi gli altri pappagalli cocorì-cocoricò
che adulavano il ducetto senza vergognarsi un po'...

Un bel giorno di dicembre tutti questi sono stati
con il voto popolare, forte e chiaro, sputtanati.
Gli Italiani hanno difeso la Repubblica e l'onore
così il popolo sovrano rottamò il rottamatore!

(© Musorosso, 2016)

Post precedente: REFERENZUM
Dopo una lunga attesa il Presidente del Consiglio Renzi ha deciso la data per il referendum sulla sua riforma della Costituzione. L'ha scelta il più lontano possibile (il 4 dicembre, giorno di S. Barbara) perché attualmente i sondaggi non gli sono favorevoli e quindi si riserva più tempo per recuperare consenso. Lo fa attraverso il suo solito sistema delle grandi promesse e delle piccole mance elettorali: "bonus" per i diciottenni, aumento delle quattordicesime per le pensioni minime, prepensionamenti con mutuo ventennale, ricostruzione veloce dopo il terremoto di Amatrice, infrastrutture al Sud (la Salerno-Reggio!), fino al Ponte sullo Stretto di Messina che dietro lo specchietto di 100.000 posti di lavoro (boom!) è un segnale interessante anche per vari tipi di padrini, ai fini di un utile appoggio nelle urne.
Anche se le sue ministre ce la mettono tutta per farlo fallire, ultima in ordine di tempo la Lorenzin con la sua sgangherata campagna per la promozione delle nascite, può darsi che qualcosa sia costretto a fare, per i terremotati o per i pensionati poveri. È questo il bello delle tornate elettorali, pur sapendo che ciò che concede con una mano poi lo riprende con l'altra.
Per il leader del PD questo passaggio istituzionale è cruciale ai fini del consolidamento definitivo del suo potere assoluto, a costo di calpestare diritti e principi fondamentali assicurati finora dalla Carta Costituzionale. Ma noi, che non amiamo il potere, specie quando vuol farsi pre-potere, vogliamo credere nell'antico proverbio: "Chi troppo vuole nulla stringe".
Perciò, dopo il NO incassato sulla candidatura di Roma ai giochi olimpici, che gli ha fatto perdere delle grandi occasioni per le sue esibizioni propagandistiche, ci auguriamo che il giorno di Santa Barbara possa fare il bis.

sabato 1 ottobre 2016

REFERENZUM

Dopo una lunga attesa il Presidente del Consiglio Renzi ha deciso la data per il referendum sulla sua riforma della Costituzione. L'ha scelta il più lontano possibile (il 4 dicembre, giorno di S. Barbara) perché attualmente i sondaggi non gli sono favorevoli e quindi si riserva più tempo per recuperare consenso. Lo fa attraverso il suo solito sistema delle grandi promesse e delle piccole mance elettorali: "bonus" per i diciottenni, aumento delle quattordicesime per le pensioni minime, prepensionamenti con mutuo ventennale, ricostruzione veloce dopo il terremoto di Amatrice, infrastrutture al Sud (la Salerno-Reggio!), fino al Ponte sullo Stretto di Messina che dietro lo specchietto di 100.000 posti di lavoro (boom!) è un segnale interessante anche per vari tipi di padrini, ai fini di un utile appoggio nelle urne.
Anche se le sue ministre ce la mettono tutta per farlo fallire, ultima in ordine di tempo la Lorenzin con la sua sgangherata campagna per la promozione delle nascite, può darsi che qualcosa sia costretto a fare, per i terremotati o per i pensionati poveri. È questo il bello delle tornate elettorali, pur sapendo che ciò che concede con una mano poi lo riprende con l'altra.
Per il leader del PD questo passaggio istituzionale è cruciale ai fini del consolidamento definitivo del suo potere assoluto, a costo di calpestare diritti e principi fondamentali assicurati finora dalla Carta Costituzionale. Ma noi, che non amiamo il potere, specie quando vuol farsi pre-potere, vogliamo credere nell'antico proverbio: "Chi troppo vuole nulla stringe".
Perciò, dopo il NO incassato sulla candidatura di Roma ai giochi olimpici, che gli ha fatto perdere delle grandi occasioni per le sue esibizioni propagandistiche, ci auguriamo che il giorno di Santa Barbara possa fare il bis.



REFERENZUM

Man man che il referenzum si avvicina
Matteuzzo promette mari e monti.

Come Silvio, che è giunto all’ottantina,
le spara grosse: promette strade e ponti,

case sicure per i terremotati,
mance di compleanno ai giovinetti,
prestiti a strozzo per i pre-pensionati,
mance di fine-vita ai poveretti.

E via dicendo: sblocco dei contratti
e buone scuole e un radioso avvenire…
i giovani, oramai senza ricatti,
potranno fare figli a non finire!

Milioni di posti di lavoro,
di quelli veri, per i disoccupati;
però non tocca le pensioni d’oro
per manager, ministri e deputati.

Salva le banche, ignora gli evasori,
farà un’Italia quattropuntozero,
ma senza disturbare lorsignori.
Su dove prende i soldi c’è il mistero!

È un segreto, però, di Pulcinella,
il solito giochino con le mani:
con l’altra prende ciò che dà con quella.
Li prende sempre ai soliti Italiani,

quelli che sono sempre tartassati
(con tasse e con balzelli d’ogni sorta,
bollette, accise, ticket aumentati)
sperando che abbian la memoria corta.

Basta arrivare poi alla votazione:
se le promesse sono solo fiato,
per acchiappare voti sono buone;
chi ha avuto ha avuto, infin, chi ha dato ha dato.

Ci cascheranno dunque gli Italiani
con queste astuzie trite, da due soldi?
Saran condizionati dai ruffiani
di stampa e video ed altri manigoldi?

Per ora Matteuzzo ha perso i Giochi,
il palco olimpico per i suoi show.
Per Santa Barbie, patrona dei fuochi,
noi gli regaleremo un altro NO !
Il disegnatore satirico Riccardo Mannelli ha pubblicato sul Fatto Quotidiano una vignetta che ritrae la ministra Boschi, braccio destro di Matteo Renzi, in una consueta posa a gambe accavallate, sotto il titolo “Riforme: lo stato delle cos(c)e”, suscitando l’ira di tutti i benpensanti di regime...
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giovedì 18 agosto 2016

Scherza coi fanti, ma lascia stare i santi



Il disegnatore satirico Riccardo Mannelli ha pubblicato sul Fatto Quotidiano una vignetta che ritrae la ministra Boschi, braccio destro di Matteo Renzi, in una consueta posa a gambe accavallate, sotto il titolo “Riforme: lo stato delle cos(c)e”, suscitando l’ira di tutti i benpensanti di regime.
La vignetta dello scandalo si basa su un gioco di parole e il suo significato è evidente: si mostrano "le cosce" per nascondere "le cose". Cioè, fuor di metafora, si fa una politica dell'apparenza, una politica-spettacolo, per coprire la spiacevole realtà dei fatti.

Si scherza sull'anatomia? La satira lo ha sempre fatto. Molti si sono divertiti con tutti i particolari anatomici di Berlusconi, il quale a sua volta si divertiva (e ci divertiva) col culo della Merkel.

Anche Mannelli ha preso di mira una figura femminile? e allora? Si tratta di una persona tra le più potenti attualmente in Italia. E quindi lo strale della satira è ben diretto. Se gli uomini scherzano sulle donne, anche le donne scherzano tanto sugli uomini. È cosa buona e giusta. È libertà.



Je suis Charlie, l’avevan scritto in petto,
ma solo fuori, sopra la maglietta,
per dir che sulla barba di Maometto
si può scherzare e non è cosa abietta.

Ma l’altro giorno è apparsa su un giornale
una vignetta che ha fatto infuriare
i tolleranti che tollerano male
chiunque non si voglia inginocchiare.

La satira va bene se non nuoce
a chi ha il potere e gode a comandare,
per questo ha più diritto ad aver voce
chi apre bocca sol per adulare.

Ma al libero pensier qualcun dà sfogo…
occorre un freno per questi tipi loschi,
regole nuove e chiare! In primo luogo:
Non toccare le cosce della Boschi !

Musorosso © 2016



Post precedente: Maschere: Frondolin di Frondolandia


martedì 26 gennaio 2016

IL FURBETTO

Il governo inciampa su vari fronti: il necessario appoggio di Verdini & C. alla maggioranza in Parlamento, la disoccupazione ancora alle stelle e la famosa ripresa che nonostante l'ottimismo presidenziale non arriva, le turbolenze interne a PD e maggioranza sulla questione dei diritti civili,  e via dicendo. Poi ci sono questioni molto imbarazzanti che riguardano conflitti di interesse in relazione alle disinvolte attività finanziarie dei "babbi" del primo ministro e della prima ministra.
In particolare i provvedimenti presi a favore di Banca Etruria (di cui sono azionisti la prima ministra e il suo "babbino") che hanno azzerato in un attimo i risparmi di migliaia di persone.
Con importanti elezioni amministrative in arrivo, è necessario inventare qualcosa per spostare l'attenzione dell'opinione pubblica e risollevare la popolarità del "premier", anche perché i "bonus" generosamente elargiti a insegnanti e diciottenni, a giudicare dai sondaggi, non appaiono sufficienti.
Ecco allora che dal cilindro illusionista spunta fuori il coniglio: lo statale fannullone. Pugno duro, anzi durissimo, contro i "furbetti del cartellino", i dipendenti pubblici che invece di lavorare se ne vanno a farsi i fatti loro. Sono questi gli "untori" che diffondono la peste e avvelenano il Paese.
I fannulloni statali, specie effettivamente esistente anche se numericamente non più numerosa dei fannulloni privati e dei fannulloni politici, è sempre un soggetto di successo. Il governo, eroicamente, annuncia il loro sterminio, sperando di far dimenticare il resto...




IL FURBETTO

La caccia

Stan cercando un lestofante,
ne combina tali e tante!
Va cacciato in capo a un mese
o rovinerà il Paese.

Questo viscido elemento
è acquattato in Parlamento?
Non sia mai! senza ironia,
là c'è solo gente pia.

Un boiardo dello Stato?
un potente incaricato,
tra i papaveri alti alti
che manovrano gli appalti?

Non sarà un bancarottiere
o un oscuro faccendiere
travestito da agnellino
ma è un masson col grembiulino?

Va cercato tra gli odiosi
in combutta coi mafiosi?
forse tra i riciclatori
o tra gli avidi evasori?

Se non è un governatore,
sarà forse un assessore?
Neanche un capo-gabinetto
sarà questo essere abietto!


Cattura e condanna

Alla fine il disgraziato,
picchia e mena, l'han trovato:
lo statale che al mattino
prima timbra il cartellino

poi, diabolico furbetto,
va a passeggio o torna a letto.
Mentre lo paghiamo noi
lui va a farsi i cazzi suoi!

È costui che - mascalzone! -
fa fallire la nazione.
Ora che l'hanno avvistato
il suo tempo è ormai contato.

Sia ben chiaro: chicchessia
esca dalla retta via
senza dubbio va stanato
e dev'esser sanzionato.

Però spesso questi untori
fatti oggetto di furori
sono capri espiatori
per protegger "lorsignori"!

Lui verrà sacrificato
sull'altare dello Stato
mentre in pace vien lasciato
ogni oscuro potentato.


Morale

1. Il governo ha decretato,
2. la TV l'ha strombazzato,
3. tutto il resto vien scordato
4. ed il popolo è gabbato.


Post precedente: Matteuzzo non lo sa

Finita l'era berlusconiana, durante la quale - per dirla alla maniera di Ennio Flaiano - la situazione era "grave ma non seria", il nuovo corso della politica italiana si presentava come una fase forse meno grave, tuttavia molto più seria. La vena ironica e la voglia di scherzare di Muso Rosso si erano pertanto affievolite lasciando un vuoto riempito piuttosto da istinti così "primitivi" che difficilmente si presterebbero alla divulgazione in forma poetica. Tuttavia, il nostro "premier" ce la sta mettendo tutta per superare i suoi due ventennali maestri.
Vederlo in tuta mimetica in Libano è stato irresistibile. E chissà che a Muso Rosso non torni la sua migliore ispirazione...

(Matteuzzo non lo sa è ispirata alla celeberrima canzone "Pippo non lo sa", interpretata negli anni 40 da Silvana Fioresi con il Trio Lescano. Per apprezzarla meglio andrebbe pensata con quel famoso motivetto.
Chi non lo conoscesse:
lo può ascoltare con una simpatica animazione )

giovedì 7 gennaio 2016

Matteuzzo non lo sa


Finita l'era berlusconiana, durante la quale - per dirla alla maniera di Ennio Flaiano - la situazione era "grave ma non seria", il nuovo corso della politica italiana si presentava come una fase forse meno grave, tuttavia molto più seria. La vena ironica e la voglia di scherzare di Muso Rosso si erano pertanto affievolite lasciando un vuoto riempito piuttosto da istinti così "primitivi" che difficilmente si presterebbero alla divulgazione in forma poetica. Tuttavia, il nostro "premier" ce la sta mettendo tutta per superare i suoi due ventennali maestri.
Vederlo in tuta mimetica in Libano è stato irresistibile. E chissà che a Muso Rosso non torni la sua migliore ispirazione...

(Matteuzzo non lo sa è ispirata alla celeberrima canzone "Pippo non lo sa", interpretata negli anni 40 da Silvana Fioresi con il Trio Lescano. Per apprezzarla meglio andrebbe pensata con quel famoso motivetto.
Chi non lo conoscesse:
lo può ascoltare con una simpatica animazione )

MATTEUZZO NON LO SA

E Matteuzzo non lo sa
che quando parla ride tutta la città,
si pavoneggia, vuol fare il guitto,
ma fa meglio a stare zitto.

Quando fa finta di pensar
si mette in posa due secondi e se ne sta
occhi socchiusi, labbra arricciate,
e poi spara due cazzate.

Tra un selfie e l'altro
gioca a playstation,
nel tempo libero twitta;
mostra le slides,
vola sul jet,
non ha un neuròn
e come Fonzie ci fa lo show.


Vestito poi da militar,
combatte i gufi che lo stanno a disturbar
e le veline leopoldine
gli fan mille mossettine.

Sfoggiando grande autorità
all'Anghelina gliele canta pane al pan:
mentre "atterrisce" la cancelliera
ride l'Europa intera!


Post precedente: Scacco Matt
Lo "stile" di Matteo Renzi, la sua furbesca politica di alleanze a geometria variabile:
a destra con Forza Italia per far passare leggi antipopolari e snaturare la Costituzione in senso autoritario, a sinistra (si fa per dire) con i presunti dissidenti del suo partito per imporre il suo candidato alla presidenza della Repubblica ribaltando la Costituzione (il capo del governo che nomina il capo dello Stato, anziché viceversa) e garantendosi protezione e sostegno assicurati per i prossimi anni.


 

lunedì 2 febbraio 2015

Scacco Matt

Lo "stile" di Matteo Renzi, la sua furbesca politica di alleanze a geometria variabile:
a destra con Forza Italia per far passare leggi antipopolari e snaturare la Costituzione in senso autoritario, a sinistra (si fa per dire) con i presunti dissidenti del suo partito per imporre il suo candidato alla presidenza della Repubblica ribaltando la Costituzione (il capo del governo che nomina il capo dello Stato, anziché viceversa) e garantendosi protezione e sostegno assicurati per i prossimi anni.



Scacco Matt

"Chi contesta il mio Giobat 1
perché aumenta il precariat
non capisce che l'ho fat
per gli young-disoccupat ! "

Tutti i giorni si arrabat
e consuma tutto il fiat
sentenziando cavolat
supercazzole e minchiat

In Tv fa sceneggiat,
toglie e mette la cravat,
videogioca con le chat,
tuìtta-tuìtta giorno & night

Assumendo pose smart,
il ducetto appena-nat
senza sosta ha sbeffeggiat
Maxim, Cuperlo e Civat

Per non esser sfiduciat
col caimano aveva un patt,
Nazareno l'han chiamat
ma con dio non c'entra un catt:

B. sperava, quatto-quatt,
di venir riabilitat
dando in cambio i voti a Matt
che gli mancano al Senat;

Matteuzzo, dal suo lat,
dovea stare indisturbat,
alla seggiola attaccat
come mosca a una cacat

Quando poi si son parlat
per fissare il candidat
come capo dello Stat,
Silvio s’era un po’ allarmat

Ma lui l’ha tranquillizzat:
“Stai seren”, gli ha sussurrat
Però, appena s’è voltat,
col suo stil, l’ha pugnalat

Nell’Olimpo abbarbicat
ora abbiamo “Matt & Matt” 2
e di questo scacco-matt
la morale è presto fatt:

Dopo avere rottamat
Berlinguer, Gramsci e Togliat
il Piddì s'è rivelat
coi suoi veri connotat:

Nel partito demo-crat,
come è adesso combinat,
chi era un tempo comunist
diventato è demo-crist.


© Muso Rosso 2015

Note:
1) Il "Jobs Act", nome esotico dato da Renzi alla sua legge sui contratti di lavoro che abolisce il diritto del lavoratore ad essere riassunto in caso di ingiusto licenziamento.
2) Matteo Renzi alla presidenza del consiglio e Sergio Mattarella designato dallo stesso Renzi alla carica di capo dello Stato, ambedue uomini politici della Democrazia Cristiana durante la cosiddetta "prima repubblica".



Post precedente: Le fanciulle rapite
Greta e Vanessa, le ragazze rapite in Siria, sono state fortunatamente liberate. Il governo Renzi, preso con le mani nel sacco mentre cercava di far passare di soppiatto il decreto salva-berlusconi, aveva bisogno urgente di far bella figura. E... voilà! le due fanciulle saltano fuori!
Impossibile non fare un parallelo col ritrovamento delle due Simone, rapite in Iraq nel 2004 e liberate dal governo Berlusconi in vista delle elezioni politiche...