Muso Rosso ha dissotterrato l'ascia di guerra. Questo spazio web è dedicato allo spirito libero delle idee, senza obbedienze di credo, di partito,
di gerarchie qualsiasi. Ipocrisia, prepotenza, sfruttamento, ignoranza e conformismo sono i principali nemici di Muso Rosso. Contro di essi le armi possibili sono molte: verità, umanità, cultura, creatività, rispetto per la natura. Ma su tutte domina la Libertà, di parola e di pensiero.
Il contenuto di queste pagine è costituito da una serie di scritti in rima che traggono ispirazione da eventi dell'attualità politica e sociale (da leggere perciò con gli occhi del momento storico in cui gli eventi si sono svolti), scritti che sono mossi fondamentalmente dall'esigenza di smascherare la violenza e la stupidità del potere.

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venerdì 28 dicembre 2018

Gigino e Gigetto


GIGINO E GIGETTO

Gigino e Gigetto sono i due dioscuri del cosiddetto governo giallo-verde. O meglio: i due sposini di un matrimonio combinato, un matrimonio di necessità. Più che altro uno scherzo del destino, che si è manifestato sotto mentite spoglie con l’intervento del giullare toscano. Cosa accadrà adesso? Gigino fuggirà in tempo evitando un giginicidio? O sarà ripudiato, tradito e cacciato via dal truce Gigetto?
La poesia trae spunto dalla filastrocca/gioco per bimbi:

"Gigino e Gigetto andavano a spasso,
Vola Gigino, vola Gigetto!
Torna Gigino, torna Gigetto!"



Gigino e Gigetto andavano a spasso,
il primo modesto, il secondo gradasso.
Un 4 di marzo centrarono un terno
e si ritrovarono insieme al governo.

Luigigigino con giacca e cravatta
si dà un gran daffare, come può si arrabatta.
Ma come chi ancora sta imparando a nuotare
fa spruzzi, fa schiuma, e non fa che arrancare.

Gigettomatteo si mette il giubbotto
per sembrare pompiere o, meglio ancor, poliziotto.
Se c’è una disgrazia lui accorre veloce
oppure coi profughi alza la voce.

Gigino e Gigetto, felici e contenti,
blandiscon sia i ricchi e sia gli indigenti;
agli uni promettono tasse più piatte
agli altri un salario per comprar pane e latte.

Con trombe e fanfare sono andati in battaglia
ma, come si è visto, era un fuoco di paglia:
le grandi manovre portate a Bruxelles
son tornate indietro assai meno belles!

Gigino-Luigi e Gigetto-Matteo
Faranno la fine dell’altro babbeo?
È quasi sicuro: chi si crede il più dritto
prima o poi nella cacca ci va a capofitto.

(Muso Rosso 2018)


Nel post precedente: Arrestaronu lu Re
Un pezzo inedito del 2007 sulla famiglia Savoia (con qualche "omissis")
Nel giugno 2006 il nostro "eroe", cui da poco era stato concesso di tornare in Italia assieme al figlio, è stato arrestato. L'ultimo rampollo, invece, come ringraziamento per la riammissione in Italia, ha pensato bene di chiedere allo Stato italiano addirittura un risarcimento danni! Ovviamente ha ricevuto solo pernacchie, ma non ha imparato niente: adesso pretende anche il Pantheon...


lunedì 5 dicembre 2011

PASSERA MILIONARIA

Berlusconi è caduto. Ha battuto una musata sul ring non per merito dei suoi avversari, ma per essere scivolato sui suoi stessi piedi. Avrà il tempo e la forza di rialzarsi? Sembrerebbe di no, ma arbitro ed avversari, generosi come sempre, lo soccorrono. Si cambiano le regole: vengono ammesse le sostituzioni, non si conta più fino a dieci ma fino a 2013. Nel frattempo salgono sul ring forze fresche e tecnicamente più preparate, nella squadra c'è anche passera...

Fin su la vetta di Palazzo Chigi,
Passera milionaria, da Banca Intesa
cantando vai finché dura il governo
dell'armonia social-cristian-fascista.
Prima v'era dintorno
la banda dei cialtroni e delinquenti
che finalmente è andata fuori pista,
or si odono belar, muggire armenti:
Italiani plaudenti, tutti insieme,
ingenui e speranzosi come sempre
acclamano il novello redentore.
Sussieguosa, in disparte non ti tiri,
ma neppure schiamazzi,
d'accortezza ti cal, misuri i passi.
Conti - e così ti spassi -
i tuoi soldoni, e ti sorride il core.

Eppur, come somiglia
al tuo costume il mio... Conto e riconto
anch'io le mie sostanze
sperando che per caso o per fortuna
senza far niente aumentino ugualmente
come succede a te. Ma la speranza
ahimè ! resta delusa
perché invariabilmente
risultano di meno
e tendono a sparire in un baleno.

Ogni volta che cade il biscazziere
celebrare si suole qui in paese
la sagra dei Signori Competenti.
Il clero di banchieri e professori
è come sempre pronto all'occorrenza:
con il costume grigio
il viso assai compunto
si mettono al lavoro con coscienza.
La casta parassita si nasconde,
al massimo fornisce
dei bravi chierichetti di partito,
mentre la tecno-casta
officia il rito. La solfa è sempre quella:
"Fin qui avete vissuto
cantando al sole come le cicale,
ma il bel tempo è finito
e non è più il momento di cantare,
la scure su di voi dovrà calare!"

Tu, saggia passerotta, certamente
del viver che ti dan le tue provviste,
milion dopo milione,
non ti dorrai; le hai accumulate tutte
come una formicuzza.
E noi, se di vecchiezza
la fatidica soglia
grazie a dio varcheremo,
quando non produrremo plusvalore
ma resteremo al mondo, ed il futuro
ad accudir noi stessi impiegheremo,
che ne sarà di noi?
Forse avremo uno straccio di pensione,
però non molleremo,
ed ancora affancul vi manderemo.

© Muso Rosso 2011



Post precedente: Ei fu... (visualizza)
12 novembre 2011. Il capo del governo, accompagnato dallo scherno e dall'entusiasmo popolare lungo tutti i suoi tragitti per le strade di Roma e nelle sue soste nei diversi Palazzi del potere (Montecitorio, Palazzo Chigi, Palazzo Grazioli, ecc.), ha dovuto rassegnare le proprie dimissioni al Presidente Napolitano. Davanti al Quirinale lo ha atteso una folla esultante per la sua caduta, al canto di "Alleluia!" (+ numerosi insulti).
Qui è sintetizzata la parabola della sua "epopea" che ha reso ridicola la nazione agli occhi di tutto il mondo.

domenica 23 ottobre 2011

POVERO AMORE...

Per giustificare la "manovra economica" del suo governo, cioè i provvedimenti che ha adottato per far pagare la crisi del debito pubblico ai "soliti noti", il presidente del consiglio ha dichiarato che il cuore gli gronda di sangue...

Povero amore,
gli si è spezzato il cuore!
È stato il fato,
ahimè, che lo ha obbligato
"a metter mani
in tasca agli Italiani".

Ma non a tutti:
ha escluso i farabutti,
alle cui casse
giammai si chiedon tasse:
pagano zero
perché viaggiano in nero...

È l'eleganza!
tradizionale usanza
di chi non cale
se gli altri stanno male.
Purché la crisi
non tocchi i paradisi

(quelli terreni,
non quelli supremi),
non tocchi yacht
né ville né mignott,
e che contenti
ognor siano i potenti!

© Muso Rosso, 2011

Post precedente:
Non disturbare il manovratore
(visualizza)
Si dice che chi fa troppe manovre non sa guidare. Il governo di manovre ne ha fatte tre o quattro in un mese ma, gira gira, ha parcheggiato il carrozzone al solito posto: sulle spalle del 90% degli Italiani che NON possiede il 50% della ricchezza nazionale. L'opposizione gli ha detto: birichini!