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Il contenuto di queste pagine è costituito da una serie di scritti in rima che traggono ispirazione da eventi dell'attualità politica e sociale e che sono mossi fondamentalmente
dall'esigenza di smascherare la violenza e la stupidità del potere.

mercoledì 2 febbraio 2011

BUNGA - Bò

L'intervento telefonico di Silvio Berlusconi, nella notte 27/28 maggio 2010, per far rilasciare una minorenne marocchina (nota come "Ruby"), in stato di fermo presso la questura di Milano in seguito a una denuncia per furto, dà il via ad una inchiesta che porta alla luce un intreccio di rapporti finalizzati a realizzare un sistema di scambi a base di sesso (il bunga-bunga), denaro, carriere professionali e politiche, che ha al suo centro proprio il capo del governo. Questi verrà indagato per induzione alla prostituzione minorile e per abuso di ufficio.


Bunga-bunga, bunga-bò
Berluscone sul comò
che faceva bunga-bò
un giorno sì e un giorno no!

Ma una bunga-ragazzina
quasi quasi lo rovina:
lei con Lele e Fido-fede
col contabile e il dottore
col cantante e l'avvocato
e un plotone di "signore"
sono un club di manigoldi
che gli succhia minchia e soldi.

Nel difficile momento
si rivolge a tutti loro:
"La parola è sì d'argento
ma, si sa, il silenzio è d'oro!"

Lui però non resta zitto:
con messaggi registrati
ci rifà la tiritera
contro i "rossi" e i magistrati.
Una lagna disumana,
ma che palle, che rottura!
Guarda un poco Mubaràk:
porta pure jettatura…

Si levasse dai coglioni,
ci lasciasse respirare!
Ma ci son le opposizioni
che non sanno cosa fare...

Ed in giro ci son tanti
farabutti e pecoroni,
perciò lui rimane a galla
nei sondaggi di opinioni.
Noi però siamo sicuri
che un futuro non lontano
leggeremo sui giornali
quale fine ha fatto il nano:

Bunga-bunga, bunga-bò
Berluscone sul comò
che voleva far l'amore
con la figlia del Questore;
poi la lega s'incazzò
e a cacare lo mandò!


© Muso Rosso 2011


Post precedente:
Vacche
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Nel dicembre 2010 era previsto un voto di fiducia particolarmente rischioso per le sorti del governo. Mentre nelle piazze italiane, e romane in particolare, si manifestava l'accesa protesta degli studenti, culminata il 14 dicembre con il tentativo di assedio alle sedi parlamentari, il partito del capo del governo riusciva a "convincere" alcuni politici dei gruppi di opposizione a cambiare schieramento e a votare la fiducia all'esecutivo.


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