Muso Rosso ha dissotterrato l'ascia di guerra. Questo spazio web è dedicato allo spirito libero delle idee, senza obbedienze di credo, di partito,
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Il contenuto di queste pagine è costituito da una serie di scritti in rima che traggono ispirazione da eventi dell'attualità politica e sociale e che sono mossi fondamentalmente
dall'esigenza di smascherare la violenza e la stupidità del potere.

mercoledì 23 marzo 2011

BERLUSCONE VA ALLA GUERRA

Il governo italiano, dopo il trattato di amicizia con la Libia e i baciamano a Gheddafi, è "costretto" ad associarsi all'azione militare promossa dall'Onu e condotta da Usa, Francia e Gran Bretagna.


Berluscone va alla guerra
coi potenti della terra.
Testa in sù, mascella quadra,
si presenta con la squadra:
una triade indiscussa,
lui e Fruttini con la russa.

Mentre Usa, Inglesi e Francia
stanno insieme sulla plancia
di comando dell'azione
che han chiamato no-flai-zone,
i tre nostri beniamini
giocan con gli aeroplanini.

Quelli, seminando bombe,
stan per fare un'ecatombe
e per battere il tiranno
danno a danno aggiungeranno.
L'intervento "umanitario"
è davvero libertario?

forse nelle loro menti
ci son solo i giacimenti.
Ma i tre nostri moschettieri
hanno in testa altri pensieri
(anzi, certo c'è l'ignazio
che non pensa proprio un cazio!)

Si avvicinano i processi
e bisogna fare fessi
gli Italiani un'altra volta,
l'occasion perciò va colta:
non c'è tempo per l'udienze,
in battaglia son le urgenze!

Non va persa l'occasione
perché, poi, c'è l'elezione
nei comuni e alle province
e un pensiero li convince:
se si mettono l'elmetto,
forse avranno più rispetto.

Oramai lo sanno tutti
che con questi farabutti
da fidarsi c'è ben poco
perché questo è il loro gioco:
prima baciano le mani,
fan promesse, son ruffiani,

dopo, appena cambia il vento
...traditori in un momento!


© Musorosso 2011



Post precedente:
Bunga-bò (visualizza)
L'intervento telefonico di Silvio Berlusconi, nella notte 27/28 maggio 2010, per far rilasciare una minorenne marocchina (nota come "Ruby"), in stato di fermo presso la questura di Milano in seguito a una denuncia per furto, dà il via ad una inchiesta che porta alla luce un intreccio di rapporti finalizzati a realizzare un sistema di scambi a base di sesso (il bunga-bunga), denaro, carriere professionali e politiche, che ha al suo centro proprio il capo del governo. Questi verrà indagato per induzione alla prostituzione minorile e per abuso di ufficio.

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