Muso Rosso ha dissotterrato l'ascia di guerra. Questo spazio web è dedicato allo spirito libero delle idee, senza obbedienze di credo, di partito,
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Il contenuto di queste pagine è costituito da una serie di scritti in rima che traggono ispirazione da eventi dell'attualità politica e sociale e che sono mossi fondamentalmente
dall'esigenza di smascherare la violenza e la stupidità del potere.

domenica 5 giugno 2011

PALLOTTAGGI

Le elezioni amministrative della primavera 2011 sono cominciate male per la compagine governativa di centro-destra. La strategia adottata per il primo turno non ha dato i risultati sperati, in particolare a Milano dove il sindaco uscente, Letizia Brachetto coniugata Moratti, ha attaccato l'antagonista Giuliano Pisapia rivangando una vicenda giudiziaria risalente al 1977. La Brachetto-Moratti ha affermato che Pisapia era stato condannato per furto d'auto. In realtà, il suo avversario, ingiustamente accusato, venne assolto per non aver commesso il fatto.
La scorrettezza della Brachetto ha sollevato un coro di proteste e di critiche, anche nel suo stesso partito, tanto da convincere i massimi esponenti del centro-destra che fosse necessaria una messa a punto della campagna elettorale in vista del secondo turno...



Primo tempo

Berluscone a metà maggio
si prepara al ballottaggio
ed illustra alla sua banda
la sua nuova propaganda:

“Dare del pregiudicato
non ha affatto funzionato,
per sconfigger Pisapia
serve un'altra strategia!

Ho parlato al Senatur,
quello lì che ce l'ha d
ür
(anche se di duro, quello,
per me ci ha solo il cervello)

ed insieme abbiam trovato
un rimedio al triste fato
di far buca all'elezioni
e levarci dai coglioni.

Attacchiamo un manifesto
che più o meno dica questo:
« spacciatore, terrorista,
è anche stato comunista!

se gli date la città
diventare la farà
una mecca di rognosi
islam-omo-rom-furiosi »

Seminiamo la paura
con mediatic-spazzatura,
dopo, in vista della meta
sfoderiam l'arma segreta:

promettiamo, astuti e seri,
di arraffar due ministeri,
e portarli su a Milano
con un bel colpo di nano (pardon, di mano).

Non importa se è una balla,
quel che conta è stare a galla,
poi si trova qualche scusa
come ho fatto a Lampedusa”.

Pronti? Via! Tutta la banda
parte in quarta a tutta randa...
Con letizia, Berluscone
benedice la tenzone.


Secondo tempo

Proprio tutte le ha provate
per non prender le pedate,
le promesse e le minacce
e, perfin, le figuracce.

Come all'ultimo gi-otto
dove il nostro sempliciotto
attaccandosi a Barak
l'ha tirato per la giacc...

La sai l'ultima? gli fa
e comincia il bla bla bla.
L'abbronzato presidente
non capisce proprio niente;

se col capo gli annuisce
è perché lo compatisce
come si usa fare a chi
sempre occorre dir di sì.

Per un po' sta ad ascoltare,
poi si scusa: “Ci ho da fare...
vede, qui non siamo in ferie,
qui parliam di cose serie...”.

Mentre intorno aspettan tutti
e si vedon gesti brutti,
si congeda dall'intruso
e lo lascia assai deluso.

Il quadretto immaginario
si è mutato nel contrario
e perfino ai suoi lacchè
son sfuggiti degli “ahimè!”

Berluscone il 30 maggio
le ha buscate al ballottaggio:
le ha buscate giù in Campania,
le ha buscate su in “Padania”.

Le ha buscate a destra e a manca
e il cerone gli si sbianca;
dappertutto l'han suonato,
vuoi veder torna pelato ?

Tornerà quello che era
(se non va prima in galera)
… un brambilla con le ghette
specialista in barzellette !


© Muso Rosso 2011


Post precedente:
Berluscone a Lampedusa (visualizza)
Il capo del governo si reca nell'Isola di Lampedusa, messa in ginocchio dall'afflusso di alcune migliaia di profughi e migranti provenienti dal Nordafrica, e replica il solito show di promesse.

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