Muso Rosso ha dissotterrato l'ascia di guerra. Questo spazio web è dedicato allo spirito libero delle idee, senza obbedienze di credo, di partito,
di gerarchie qualsiasi. Ipocrisia, prepotenza, sfruttamento, ignoranza e conformismo sono i principali nemici di Muso Rosso. Contro di essi le armi possibili sono molte: verità, umanità, cultura, creatività, rispetto per la natura. Ma su tutte domina la Libertà, di parola e di pensiero.
Il contenuto di queste pagine è costituito da una serie di scritti in rima che traggono ispirazione da eventi dell'attualità politica e sociale (da leggere perciò con gli occhi del momento storico in cui gli eventi si sono svolti), scritti che sono mossi fondamentalmente dall'esigenza di smascherare la violenza e la stupidità del potere.

martedì 21 ottobre 2025

GIOGGIA D'EGITTO

 


Vacanze in Egitto, ottobre 2025.
Un gruppo di persone "interessate" si è riunito in una notissima località sul Mar Rosso per baciare le mani a Mac Donald...





GIOGGIA D'EGITTO

Esultate, melonari!
Gioggia è andata giù in Egitto
con un mucchio di compari
per far pubblico più fitto.

Travestita da statista
si esibisce in una farsa...
vuol sembrar protagonista
ma è una povera comparsa.

Tutankhamon in persona
la consola: "Che caruccia!"
e lei, Gioggia, buona buona.
fa la brava, fa la cuccia.

Dopo aver scodinzolato
al suo capo americano,
è tornata ed ha abbaiato
al suo popolo italiano:

"Visto come se fa pace
senza fa' tanto casotto?
Er governo guarda e tace
ma se move sotto-sotto.

S'ha da fa' co' discrezzione,
senza sventola' bandiere.
Ce se mette a pecorone
e se sventola er sedere!"

(© Muso Rosso 2025)

Nel post precedente: Strunz Truppen
La cosiddetta Europa seppellisce il suo presupposto fondativo di pace e cooperazione internazionale per gettarsi in una sconsiderata corsa al riarmo. Arrivano i Mostri...

venerdì 7 marzo 2025

Strunztruppen

All'armi! All'armi!
La cosiddetta Europa seppellisce il suo presupposto fondativo di pace e cooperazione internazionale per gettarsi in una sconsiderata corsa al riarmo. Una corsa decisa dall'alto, a spese dei cittadini europei che vedranno una massiccia sottrazione di risorse per il welfare, a vantaggio soltanto dei fabbricanti e mercanti di morte. Una classe dirigente irresponsabile ci spinge verso la produzione di ordigni che possiamo solo sperare siano inutili. Oppure verso l'ultima guerra.
Qui, tra italiano, inglese e finto-tedesco si gioca con le parole. Quelli giocano con le nostre vite.
Che dire? Arrivano i mostri!


STRUNZ TRUPPEN

Ursula Von der Liers !
Vuoi far la Von der Lions,
li sai trovare i billions
sol per comprare weapons.

Noi siam Von der Nessunen
e non contiamo un krauten,
ma ti mandiamo a diren:
"Ursula, Von der Kulen!"


Note:

Lier: in inglese = bugiardo, mentitore.
Lion: il leone è simbolo di coraggio e di forza.
Billions: in inglese sono i miliardi.
Weapons: sono tutte le cose inventate per far male, tipo bombe, missili e affini.
Il resto, in tedesco-napoletano, va da sé...

© Muso Rosso 2025

Nel post precedente: Bau Bau !
Una signora (si fa per dire) condannata in via definitiva per peculato (cioè furto ai danni dello Stato, cioè di noi tutti) è apparsa in televisione, abbaiando per impedire ad altri di parlare delle sue malefatte...

giovedì 13 febbraio 2025

BAU BAU

 

Una signora (si fa per dire) condannata in via definitiva per peculato (cioè furto ai danni dello Stato, cioè di noi tutti) è apparsa in televisione, abbaiando per impedire ad altri di parlare delle sue malefatte...
Senza vergogna.


BAU BAU

Monta Ruly fa baubau
e si crede divertente.
Se non fosse un'indecente
ci potrebbe far pietà.

Monta Ruly fa cagnara
e si crede furbassai.
Vuol nascondere i suoi guai,
riacquistar verginità.

Monta Ruly imita il cane
che dell'uomo è molto amico,
però al massimo a un lombrico
lei potrebbe assomigliar.

Monta Ruly abbaia e latra
quando appare alla tivvì.
Non dovrebbe far così,
perch è  latra con la d.

Bau Bau !

© Muso Rosso 2025


Nel post precedente:
Faccio il Ponte sullo Stretto
C'è un ministro dei trasporti che si occupa di tutto: immigrazione, giustizia, ordine pubblico, fisco, politica internazionale... tranne che della sua materia di competenza (si fa per dire). La sua principale attività: sparare cazzate sui social e riproporre il tormentone di un famoso quanto inutile ponte-fantasma.
Insomma, i problemi reali delle infrastrutture e trasporti non lo interessano. Ma sicuramente è meglio così.

giovedì 12 dicembre 2024

Faccio il ponte sullo stretto

C'è un ministro dei trasporti che si occupa di tutto: immigrazione, giustizia, ordine pubblico, fisco, politica internazionale... tranne che della sua materia di competenza (si fa per dire).
Stato fatiscente/insufficiente delle infrastrutture, disservizi e scarsa qualità delle ferrovie, prezzi fuori controllo, contratti di lavoro scaduti, ecc. non lo toccano e non lo distolgono dalla sua principale attività: sparare cazzate sui social e riproporre il tormentone di un famoso quanto inutile ponte-fantasma.
Insomma, i problemi reali delle infrastrutture e trasporti non lo interessano.
Ma sicuramente è meglio così.


FACCIO IL PONTE SULLO STRETTO

Se mi chiedon per davvero
cosa faccio al ministero,
cosa faccio è presto detto:
faccio il ponte sullo stretto!

Al risveglio, la mattina,
penso al ponte di Messina
e balzato giù dal letto
faccio il ponte sullo stretto.

Chi si lagna dei trasporti
non ha mica tutti i torti.
Ma io tiro il mio carretto,
faccio il ponte sullo stretto.

Se si incazza un pendolare,
mi dispiace, ci-ho da fare:
io, tra un selfie e un siparietto,
faccio il ponte sullo stretto.

Poi, se sciopera un tranviere,
un autista, un ferroviere,
me ne frego e lo precetto,
faccio il ponte sullo stretto.

Torre Faro e Cannitello
state attenti a far bordello,
col bastone e con l'elmetto
faccio il ponte sullo stretto.

Niente "No" da parte vostra,
fare il ponte è cosa nostra.
Si capisce o no il concetto?
faccio il ponte sullo stretto!

...

Ratto il tempo corre via
(non va mica in ferrovia!)
forza, allora! se mi affretto
faccio il ponte sullo stretto.

Alla fin della giornata
non ho fatto una beata ...
ma domani, lo prometto,
faccio il ponte sullo stretto!

© Muso Rosso 2024

Nel post precedente: GIULY
Giuly ha preso posto sul seggiolone del suo sfortunato e tragicomico predecessore...

mercoledì 23 ottobre 2024

Giuly

Giuly ha preso posto sul seggiolone del suo sfortunato e tragicomico predecessore.
Riuscirà il nostro eroe a tenere ugualmente alto il prestigio delle Istituzioni e, se possibile, a superare l'inenarrabile livello raggiunto prima di lui?
Staremo a vedere. L'esordio, a giudicare dall'infosfera, è stato davvero promettente! 



Giuly

Mi chiamo Giuly, però è un diminutivo:
tutto intero il nome mio è Giulivo!
Mi acconcio come un dandy demodè,
sono Giulivo dalla testa ai piè.

Son Giulivo se la Gruber m'intervista
e fingo di non essere fascista.
Quando, ragazzo, dovevo esser cattivo,
indovinate un po'?... ero Giulivo!

Or son Giulivo quando in Parlamento
sparo parole sol per fare vento,
ma son Giulivo come un giuggiolone
specie perché mi han dato un seggiolone!

© Muso Rosso 2024

Nel post precedente: TITOLI DI CODA
Sono iniziate le intitolazioni. Presto lo faranno santo.

martedì 1 ottobre 2024

Titoli di coda

 

Sono iniziate le intitolazioni.
Presto lo faranno santo.







Titoli di coda

Vi ricordate quello del Papète,
uno dei due Mattei, quello padano...
Ha fatto una pensata, lo sapete,
riguardo all'aeroporto di Milano.

Poiché Malpensa non faceva onore,
il papetaro allora ha malpensato
di intitolarlo, senza alcun pudore,
a un celebre cafone malfamato.

Genova ha il "Colombo", Venezia il "Marco Polo",
Roma il "Leonardo", Pisa il "Galileo",
ma - lo sappiamo - c'è un neurone solo
che si aggira nella testa di Matteo.

Così, se da Palermo vai a Milano,
partendo dal "Falcone e Borsellino"
atterrerai per colpa di un ruffiano
celebrando un bandito meneghino.

Uno che arrampicatosi al Palazzo
ha fatto sempre e solo i fatti suoi
e di Milano gliene è fregato un cazzo.
Così vanno le cose qui da noi.

Ma non bastava ancor: tra capo e collo
al noto truffatore condannato
gli han pure dedicato un francobollo
stampato dalla zecca dello Stato.

È un francobollo che non funzionerà
perché, una volta che sarà acquistato,
invece di leccar dov'è la colla
parecchi sputeran sull'altro lato!

© Muso Rosso 2024

Nel post precedente: DENTONI
La segretaria del PD qualche tempo fa aveva detto: "non ci hanno visto arrivare".
Può darsi, ma il vero mistero è "dove si vuole andare".

mercoledì 25 settembre 2024

DENTONI

 


Il PD al Parlamento Europeo, allontanandosi non solo dalla Costituzione ma anche dalla stessa tradizione della sinistra italiana, ha votato a favore del documento che invita gli Stati membri a sostenere l'uso delle nostre armi da parte degli Ucraini anche in territorio russo.

Ha dato il suo piccolo contributo a quelli che ci stanno spingendo un po' alla volta alla partecipazione diretta in una guerra che può portare a una catastrofe senza precedenti.

La segretaria del PD qualche tempo fa, citando il titolo di un libro di Lisa Levenstein, aveva detto: "non ci hanno visto arrivare". Può darsi, ma il vero mistero è "dove si vuole andare".


DENTONI

Mette in mostra i suoi dentoni quando appare alla tivvì:
non è Sordi, è solo Elly, segretaria del piddì.

Ride e parla, incrocia gli occhi, guarda un punto indefinito,
traccia in aria scarabocchi: il programma del partito.

Ride e parla, blablabeggia... più che altro fa rumore
come un'auto messa in folle su di giri col motore.

Di che ride? non si sa. Di che parla, non è noto.
È il dilemma del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto.

Certo è che a tarda notte mi rigiro nel mio letto,
agitato inutilmente per capire icchè l'ha detto!

© Muso Rosso 2024

Nel post precedente: Le perle del ministro
C'era una volta un Ministro della Cultura specializzato a inanellare perle, una più grossa dell'altra.
Perle di cazzate... 

martedì 25 giugno 2024

Le perle del Ministro


C'era una volta un Ministro della Cultura specializzato a inanellare perle, una più grossa dell'altra.
Perle di cazzate... 




Il ministro Sangiulietto
si affatica, poveretto!
Sgambettando a mele strette
taglia nastri, fa mossette.

Con la stridula vocina
lui s'incazza, s'impappina.
Quando vede i giornalisti
gli squittisce: "comunisti!"

Gira, rapida, un'occhiata
e poi spara una cazzata.
Non ne spara una normale,
ma dev'esser madornale.

Premia libri e dà verdetti
senza manco averli letti...
La sua fanta-geografia
ci seduce tuttavia:

con ridicola baldanza,
che fa rima ad ignoranza,
il ministro tuttotondo
sposta piazze in tutto il mondo.

Detto fatto, una fiatata
e Times Square viene spostata:
senza neanche far la guerra
lui la porta in Inghilterra.

Ma non basta, è incontinente,
Sangiulietto non si pente:
con sussiego, pien di boria,
si diletta in fanta-storia.

Ci racconta che Colombo
per scoprire il Nuovo Mondo
ha seguito, cari miei,
le teorie di Galilei!

Poco mal se lo scienziato
a quei dì non era nato.
Son dettagli irrilevanti,
son pignolerie pedanti.

Prima o poi darà anche il via
alla fanta-biologia!
Svelerà chi è nato prima:
l'uovo, oppure la gallina?

© Muso Rosso 2024

Nel post precedente: Io sono un Generale
"Io sono un generale" è una canzone satirica interpretata dal gruppo di cabaret "I Gufi" nel 1968.
Qui viene proposta una versione "aggiornata": la prima strofa riprende esattamente il testo originale, le restanti sono ispirate alla campagna elettorale attualmente in corso per le elezioni europee.

lunedì 3 giugno 2024

IO SONO UN GENERALE

 

"Io sono un generale" è una canzone satirica interpretata dal gruppo di cabaret "I Gufi" nel 1968.
Il brano era inserito all'interno del musical (uscito anche in vinile su LP) intitolato "Non spingete, scappiamo anche noi!", uno spettacolo teatrale di impronta satirica nei confronti del militarismo e nettamente schierato contro tutte le guerre, passate presenti e future. La canzone è ancora oggi di grande attualità.
Qui viene proposta una versione "aggiornata": la prima strofa riprende esattamente il testo originale, le restanti sono ispirate alla campagna elettorale attualmente in corso per le elezioni europee.
Per chi ne ha voglia, il link alla canzone interpretata dai Gufi è il seguente: https://www.youtube.com/watch?v=cfYjp0Kqi2A
Ascoltarla ne vale la pena, anche per poter dare un ritmo e una melodia al testo qui presentato.

IO SONO UN GENERALE

Io sono un generale e me ne vanto,
io sono un generale e son contento!
Sono io che vi difendo nella guerra e nella pace
da che cosa non lo so, però però...

Io sono un generale e me ne vanto,
io sono un generale e son contento!
Vedo il mondo all'incontrario fin da quando ero ragazzo,
non capisco proprio un cazzo, eccomi qua:
credo al mito della razza, eia eia alalà!

Io sono un generale e me ne vanto,
io sono un generale e son contento!
Scrivo libri demenziali, paranoie cerebrali,
mi son messo con Salvini sai perché?
Se lo votano i cretini voteranno pure me!

Io sono un generale e me ne vanto,
io sono un generale e son contento!
Io divido i cittadini fra normali ed anormali,
dove stanno i generali chi lo sa?
Io di certo tra i secondi, eia eia alalà!

("Io sono un generale", versione originale di: Lunari-Patruno. Ediz. EMI-Columbia 1968 ©)
I GUFI: Roberto Brivio, Gianni Magni, Lino Patruno, Nanni Svampa

Muso Rosso, 2024



Nel post precedente: UNA MAMMA
Assassinata a fucilate in Abruzzo l'orsa Amarena.
Frutto avvelenato del cosiddetto “Piano straordinario per la gestione e il contenimento della fauna selvatica”, decreto che dà seguito all’emendamento alla Legge di Bilancio, voluto dal governo e votato dal parlamento nel dicembre 2022. Una sorta di via libera ai cacciatori di entrare nei parchi e nelle città e di sparare a qualsiasi specie di animale selvatico.
Questa poesia era stata scritta subito dopo quel voto, nel gennaio 2023, ma volutamente mai pubblicata per scongiurare un cattivo presagio. Purtroppo non è servito...

sabato 2 settembre 2023

Una Mamma

Assassinata a fucilate in Abruzzo l'orsa Amarena.
Frutto avvelenato del cosiddetto “Piano straordinario per la gestione e il contenimento della fauna selvatica”, decreto che dà seguito all’emendamento alla Legge di Bilancio, voluto dal governo e votato dal parlamento nel dicembre 2022. Una sorta di via libera ai cacciatori di entrare nei parchi e nelle città e di sparare a qualsiasi specie di animale selvatico.

Questa poesia era stata scritta subito dopo quel voto, nel gennaio 2023, ma volutamente mai pubblicata per scongiurare un cattivo presagio.
Purtroppo non è servito...

La mamma con i suoi tre figlioletti
furtiva fruga in mezzo ai cassonetti
cercando tra gli scarti del Natale
qualcosa per poterli far mangiare.

Provata da una vita troppo dura
fatta di stenti e fatta di paura,
smarrita per le strade e nei giardini,
si porta appresso i suoi tre piccolini.

Loro non sanno,,, stanno sempre uniti,
sembrano allegri e trottano spediti:
sono bambini, hanno il cuore puro
e assieme a lei si sentono al sicuro.

Ma oggi la ricerca sarà vana
perché in agguato c'è la belva umana,
nascosta dietro il bordo di un muretto,
la zampa pronta a premere il grilletto.

Ed ecco il lampo! un attimo, uno sparo,
l'ultimo grido, l'ultimo respiro.
La madre è a terra, trema ed è ferita,
sussulta, resta immobile... è finita.

I cinghialini le si fanno attorno,
chiamano invano, non ci sarà ritorno.
Mettete in salvo ormai le vostre vite!
Non state lì, correte via! Fuggite!

© Muso Rosso 2023


Nel post precedente: PANZER AL MAZZET

Panzeri & Family sono stati colti con almeno 600.000 euro in mano. Arrestati. Per gli inquirenti di Bruxelles i pacchi di banconote "cantanti" sono una prova della corruzione operata dal Quatar perché nel Parlamento Europeo avessero spazio ed influenza voci "amiche". Gli affari sono affari, si sa. E perciò l'ex-sindacalista, ex-deputato europeo, ex-partito democratico, ex-articolo uno, si sarebbe "prestato".
Questi soldi "cantanti" devono pure, alla fine, essere spesi. Come tutti quelli che girano per il mondo ammazzettati in forma di banconote. Il governo italiano gli dà una mano...

domenica 18 dicembre 2022

PANZÈR AL MAZZÈT

Panzeri & Family sono stati colti con almeno 600.000 euro in mano. Arrestati. Per gli inquirenti di Bruxelles i pacchi di banconote "cantanti" sono una prova della corruzione operata dal Quatar perché nel Parlamento Europeo avessero spazio ed influenza voci "amiche". Tutto ciò affinché non siano disturbati ad opera dei soliti criticoni in tema di rispetto dei diritti umani gli affari che quello stato (straricco quanto oppressivo) desidera intrattenere con le nostre beneamate democrazie occidentali.
Gli affari sono affari, si sa. E perciò l'ex-sindacalista, ex-deputato europeo, ex-partito democratico, ex-articolo uno, si sarebbe "prestato". Certamente non è il solo nella corte di Bruxelles. È già in buona compagnia e sembra che le fila debbano ingrossarsi con il procedere dell'inchiesta.
Ma questi soldi "cantanti" devono pure, alla fine, essere spesi. Come tutti quelli che girano per il mondo ammazzettati in forma di banconote. Il governo italiano gli dà una mano...

PANZÈR AL MAZZÈT

Il contante di Panzeri
è una cifra a molti zeri.
Sembrerebbe a quanto par
la mancetta che il Qatar
gli ha profuso a mani piene
perché se ne parli bene.

Il Matteopadano esulta
perché almeno questa volta
han beccato quello lì,
uno ch'era del pd.

Però esulta soprattutto
non perché sia un farabutto
o un corrotto intrallazzone,
ma per la dimostrazione
che, sì, esiste veramente
per le strade tanta gente
che, onorevole e dabbene,
gira con le tasche piene.

È per questi poveretti
che i contanti troppo stretti
si dimostran poco adatti
per spesucce e per baratti.
Ecco allora l'intervento
di governo e parlamento
e voilà, seduta stante,
s'alza il tetto del contante!

Siamo in vista del Natale
e il regalo è niente male:
fanno festa e son contenti
mazzettari e delinquenti.

© Muso Rosso 2022


Nel post precedente:
RAGAZZO SQUILLO
Calenda ci fa sapere che compito dell'opposizione è anche quello di dare "consigli" giusti a poveri leader di governo inesperti. Per questo si reca dalla Meloni. Caso mai ce ne fosse bisogno, lui è sempre disponibile...

sabato 3 dicembre 2022

RAGAZZO SQUILLO







Calenda ci fa sapere che compito dell'opposizione è anche quello di dare "consigli" giusti a poveri leader di governo inesperti. Per questo si reca dalla Meloni. Caso mai ce ne fosse bisogno, lui è sempre disponibile...

RAGAZZO SQUILLO
S'ode a destra uno squillo di tromba,
a sinistra risponde uno squillo.
È Calenda che, vispo ed arzillo,
ha risposto: "Oplà, sono qua!
Sono io, il bambino prodigio,
sono molto apprezzato ai Parioli;
non mi nutro a pasta e fagioli,
ma a caviale, aragoste e champagne.
Io so dare consigli su tutto,
specie se non ne sono richiesto.
E scusate se sono modesto
ma, sapete, son fatto così" .
È per questo che il bravo Calenda
si è recato da Giorgia Meloni,
per offrirle due nuovi coglioni
se gli antichi dovesse cambiar.
Ma lei sa che i due nuovi coglioni,
l'un di Roma e l'un di Rignano,
sono invece di seconda mano
e ringrazia con un "Poi si vedrà".
( ©Muso Rosso 2022 )

Nel post precedente: IL DONZELLETTO VIEN DALLA CAMPAGNA È circolata una foto del sottosegretario Galeazzo Bignami vestito da nazista, sorridente, con tanto di svastica al braccio. L’esponente di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli lo ha difeso dicendo che era stato “costretto” a mascherarsi per una festa di addio al celibato, aggiungendo: «Io a carnevale mi sono vestito da Minnie, vuol dire che sono Minnie?».
Bah, fate voi…

venerdì 18 novembre 2022

IL DONZELLETTO VIEN DALLA CAMPAGNA

 È circolata una foto del sottosegretario Galeazzo Bignami vestito da nazista, sorridente, con tanto di svastica al braccio. L’esponente di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli lo ha difeso dicendo che era stato “costretto” a mascherarsi per una festa di addio al celibato, aggiungendo: «Io a carnevale mi sono vestito da Minnie, vuol dire che sono Minnie?».
Bah, fate voi…











IL DONZELLETTO

Il donzelletto vien dalla campagna
(campagna elettorale)
e reca in mano
un fascio di cazzate colossale.
Onde, sì come crede poter far sempre festa,
non sa quanta ci desta
gradita ilarità!

© Muso Rosso 2022


Nel post precedente: L'ITALIA È UNA CASINA
L'Italia ha votato con una legge elettorale scritta a suo tempo dal Partito Democratico nella speranza di garantirsi "un posto al sole" nei secoli dei secoli. Ma le cose non vanno sempre secondo i desideri dei finissimi strateghi PD: a questo giro gli hanno portato via la torta...

domenica 23 ottobre 2022

L'ITALIA È UNA "CASINA"

 

È suonata la campanella. L'Italia ha votato con una legge elettorale scritta a suo tempo dal Partito Democratico nella speranza di garantirsi "un posto al sole" nei secoli dei secoli. Con questa legge elettorale una netta minoranza di elettori sul totale degli aventi diritto al voto può ottenere una grande maggioranza in Parlamento e occupare indisturbata praticamente tutte le principali cariche istituzionali.
Ma le cose non vanno sempre secondo i desideri dei finissimi strateghi PD: a questo giro gli hanno portato via la torta e si è insediato, come si usa dire in gergo parlamentare, il Gabinetto Meloni.
Un tempo, quando la politica era una cosa seria, leggi come questa si chiamavano "legge truffa" ed erano fortemente avversate sia in Parlamento che nelle strade. Una volta ci provò la Democrazia Cristiana (guarda un po': i "fratelli maggiori" degli attuali dirigenti PD!), ma dovette ritirarla a furor di popolo.

L'Italia è una "casina"
(detto alla femminina)
baciata dalla luce
di chi ora ci con-duce.

Ci son due camerette
che in ristrutturazione
son state un po' ristrette
e avran meno persone.

Ma sono confortevoli
per chi vi prende posto,
persino chi è colpevole
può starci ben nascosto.

Quella con la fontana
funziona da cucina:
là i cuochi nazionali
ci fan la minestrina.

Chi va nell'altra camera
discretamente bussa:
c'è sempre lì qualcuno
che dorme e se la russa.

E poi c'è il gabinetto,
su tutto sovrastante,
dove farà i suoi sforzi
la gente più importante.

Sul trono principale
depongono i meloni
e come carta igienica
consumano i milioni.

Accanto al palazzetto
c'è un misero cortile
con i conigli e i polli
e un piccolo porcile.*

A questi hanno sbarrato
l'ingresso in ogni stanza,
li nutrono buttandogli
il marcio che gli avanza.

Lontano mille miglia...
c'è il popolo italiano
che come sempre resta
con le mutande in mano!

* Ogni specie ha un referente politico. Non occorre grande fantasia per capire quale.

© Muso Rosso (2022)

Nel post precedente: LETTERA
Dopo la batosta elettorale, conseguente alla immaginifica strategia autoperdente del PD, il segretario di quel partito promette di dimettersi con l'arrivo delle rondini e, intanto, se la cava mandando una letterina consolatoria alla sua di-letta schiera.
Il segretario, da consumarsi preferibilmente entro marzo 2023, è fiducioso che il suo partito rinasca più bello e più forte di prima. Non si sa mai, magari c'è ancora chi crede a Babbo Natale...

martedì 4 ottobre 2022

LETTERA

Dopo la batosta elettorale, conseguente alla immaginifica strategia autoperdente del PD, il segretario di quel partito promette di dimettersi con l'arrivo delle rondini e, intanto, se la cava mandando una letterina consolatoria alla sua di-letta schiera: Siamo delusi, non ci hanno capiti, è colpa di quello, è colpa di quell'altro, dobbiamo cambiare, cambiare nome, cambiare bollino, largo ai giovani... insomma il solito armamentario di ovvietà e frasi fatte.
Mai letta nella lettera di Letta qualche parola che assomigli al "popolo" (oddìo!), ai lavoratori, agli operai, ai precari, ai poveri... nemmeno ai ricchi! Son tutti termini ormai desueti nel vocabolario del PD (e fossero solo questi!). Invano cercherete espressioni che assomiglino a "diritti sociali", "lotta alle diseguaglianze" e non si trova neanche una volta la parola "pace".
Comunque il segretario, da consumarsi preferibilmente entro marzo 2023, è fiducioso che il suo partito rinasca più bello e più forte di prima. Non si sa mai, magari c'è ancora chi crede a Babbo Natale...


Letta ha scritto una letterina,
l'abbiam letta stamattina.
È una lettera piccolina,
l'hanno letta pure in Cina.

Una sola paginetta
e per questo è presto letta.
Vuoi sapere cosa c'è?
Tre parole: gnè, gnè, gnè!

© Muso Rosso 2022


Nel post precedente: FRATELLI D'ITALIA
Elezioni 2022. Come previsto dai sondaggi la coalizione di destra ottiene la maggioranza dei seggi in Parlamento. Nonostante non ci sia niente di più vecchio nel panorama politico italiano, la destra ha intercettato in parte il desiderio di novità che da trent’anni serpeggia nell’opinione pubblica senza trovare sbocchi credibili. È così che una parte consistente degli elettori vanno correndo via via dietro al pifferaio di turno...

lunedì 26 settembre 2022

FRATELLI D'ITALIA

Elezioni 2022. Come previsto dai sondaggi la coalizione di destra ottiene la maggioranza dei seggi in Parlamento. Nonostante non ci sia niente di più vecchio nel panorama politico italiano, la destra ha intercettato in parte il desiderio di novità che da trent’anni serpeggia nell’opinione pubblica senza trovare sbocchi credibili. È così che una parte consistente degli elettori vanno correndo via via dietro al pifferaio di turno.
Questa volta tocca al partito meloniano, che ha raccolto il maggior numero di voti fra i diversi concorrenti.
La coalizione di destra tuttavia, nel suo insieme, ha ottenuto una vittoria chiara, ma un po' magra, che non le consentirà di cambiare la Costituzione “se necessario anche da soli” (come aveva affermato la leader del suo principale partito). È scongiurato quindi il pericolo che il voto di una modesta minoranza di cittadini, attraverso una pessima legge elettorale (voluta a suo tempo dal PD renziano, per consolidare il proprio potere), possa mettere nelle mani di pochi esponenti della estrema destra la possibilità di modificare la Carta costituzionale nata dalla lotta di resistenza antifascista.
È un risultato importante. Comunque, tenuto conto del background storico-culturale della destra italiana, occorre ugualmente tenere alto il livello di attenzione e contrastare ogni “strana idea” che possa mettere in discussione i principi o l’esercizio della Libertà.
(Le strofe che seguono ricalcano quelle del “Canto degli Italiani”, meglio conosciuto come Inno di Mameli. Il suo autore, Goffredo Mameli, fu un giovane rivoluzionario della “Repubblica Romana”, che morì combattendo per la Libertà)

Fratelli d’Italia,
un morbo ci appesta:
di nuovo i fascisti
rialzan la cresta. 

Melona littoria
conserva in custodia
la macabra fiamma
che il cuor le scaldò. 

Parapò… parapò… paraponziponzipò!

Fratelli d’Italia,
l’Italia s’è desta:
ai fascioleghisti
non china la testa.

Le idee non son morte,
stringiamci a coorte
ché la malasorte
già un dì ci toccò.

Stringiamci a coorte,
gridiamolo forte:
a un nuovo fascismo
diciamo di no.

Le idee non son morte,
gridiamolo forte:
a un nuovo fascismo
diciamo di no.
NO!

Muso Rosso, 2022

Nel post precedente: CAMPO SANTO
Dopo il suicidio assistito del governo Draghi, si va verso il voto anticipato che, stando ai sondaggi, vede favorito lo schieramento dei partiti di destra.
Il capo del PD, Letta, è impegnato nel tentativo di raccogliere sotto la propria bandiera il maggior numero possibile di personaggi in cerca d'autore. Ma l'intrico di veti incrociati fra tutti gli attori in commedia fa naufragare la bagnarola prima ancora di metterla in acqua...

giovedì 11 agosto 2022

CAMPO SANTO

Dopo il suicidio assistito del governo Draghi, si va verso il voto anticipato che, stando ai sondaggi, vede favorito lo schieramento dei partiti di destra.
Il capo del PD, Letta, è impegnato nel tentativo di raccogliere sotto la propria bandiera il maggior numero possibile di personaggi in cerca d'autore. Ma l'intrico di veti incrociati fra tutti gli attori in commedia fa naufragare la bagnarola prima ancora di metterla in acqua...




Enrichetto, ex-chierichetto
(pure lui ha fatto carriera!)
è tornato dalla Francia
e ha impugnato la bandiera.

È tornato dalla Francia,
ma è mutato lo scenario:
fischia ancora il vento e soffia,
lui però va all’incontrario.

Il nipote baldanzoso
del servente gentiluomo (1)
ha pensato una pensata
per dir messa ancora in duomo.

Ha cacciato via i cattivi,
in castigo ormai da soli,
mentre lui fa comunella
col rampollo dei Parioli.

Il rampollo dei Parioli
gli propone un affarone:
tre simpatiche Brunette (2)
trafugate a Berluscone.

Enrichetto è assai contento,
c’è anche un bonus, anzi un Bonino,
per trastullo Della Vedova
ci sarà pure un Gigino.

Epperò c’è sempre posto
per possibili accattoni,
ma soltanto posti in piedi
e che non rompano i coglioni.

Con un filo di Speranza,
costruita sulla sabbia,
rossoverdi Pappaianni
si sisteman nella gabbia.

Sacrilegio! Il Pariolino
che si crede un gran furbone
ora fa come il bambino
che si porta via il pallone:

non sopporta i Pappaianni,
dice che «nun so’ Bonelli»,
abbandona l’Enrichetto
e lo lascia nei bordelli.

Ora va con Matteuzzo… 😂
Enrichetto, dal suo canto,
non può fare il campo largo,
ma farà un bel campo santo!

Note:
(1) Zio, di nome Gianni. Confidente e consigliere di B.
(2) Tre illustri fuoriusciti da Forza Italia: due donne e un famoso ammiratore dei dipendenti pubblici.

© Muso Rosso, 2022


Nel post precedente: GIGINO L'APPRENDISTA
Il giovane Gigino, il brutto anatroccolo della politica italiana, ce l'ha fatta! Denigrato per il suo curriculum di "bibitaro" da stadio, preso incessantemente in giro per il congiuntivo, tacciato un giorno sì e l'altro pure di incapacità, nonostante le brutte figure collezionate (richiesta di destituzione del Presidente, gilet gialli, abolizione della povertà e via dicendo), si è applicato tuttavia con perseveranza e, alla fine, ha superato brillantemente il periodo di apprendistato della politica. Insomma si è fatto le ossa, ha copiato ed ha imparato il mestiere. Ora può aspirare legittimamente ad un posto nell'Olimpo dei nostri amati politicanti.

giovedì 21 luglio 2022

GIGINO L'APPRENDISTA

 


Il giovane Gigino, il brutto anatroccolo della politica italiana, ce l'ha fatta! Denigrato per il suo curriculum di "bibitaro" da stadio, preso incessantemente in giro per il congiuntivo, tacciato un giorno sì e l'altro pure di incapacità, nonostante le brutte figure collezionate (richiesta di destituzione del Presidente, gilet gialli, abolizione della povertà e via dicendo), si è applicato tuttavia con perseveranza e, alla fine, ha superato brillantemente il periodo di apprendistato della politica. Insomma si è fatto le ossa, ha copiato ed ha imparato il mestiere. Ora può aspirare legittimamente ad un posto nell'Olimpo dei nostri amati politicanti.
Perciò, giunto quasi alla fine del secondo mandato, e non potendo più essere candidato, per regolamento, nel Movimento 5 Stelle che lo aveva innalzato agli allori del successo, ha pensato bene in vista delle prossime elezioni a crearsi il suo partitino, per potersi ricandidare e tornare in Parlamento sotto un'altra bandiera.
Anche se il suo partitino "Insieme per il futuro" prenderà pochi voti ("tanto, ci sarà sempre, lo sapete, un musico fallito, un pio, un teorete..." a votare cazzate), saranno comunque sufficienti per assicurare un "futuro" privilegiato a lui e a pochi intimi. Da chi è stato seguito? da personaggi che sperano di fare come lui.

GIGINO, L'APPRENDISTA

Il giovane Gigino, l'apprendista,
fa carte false per rimanere in pista.
Giunto oramai alla fin del suo mandato,
con le Stelle non può più esser candidato,
ma lui però è quel tipo di persone
che il culo hanno attaccato alle poltrone.

E allora, che si inventa il buon Gigino?
Giacca e cravatta, fonda un partitino!
Chi lo considerava incompetente
di lui non ha capito proprio niente:
Con costanza il ragazzo si è impegnato
e il mestiere, alla fine, l'ha imparato.

E l'ha imparato veramente bene,
sa esattamente cosa gli conviene.
"Andiamo insieme!" fa, candido e puro,
"Andiamo insieme per il (mio) futuro!"
... Ma insieme a chi? a chi sta bene attento
a mantenersi un seggio in Parlamento!

Muso Rosso, luglio 2022

Nel post precedente:
AL CUOR NON SI COMANDA

Silvio Berlusconi è convolato a finte-nozze con la parlamentare di Forza Italia Marta Fascina.
Alla "celebrazione" erano invitati tutti i suoi migliori amici,,,

venerdì 25 marzo 2022

Al cuor non si comanda

Silvio Berlusconi è convolato a finte-nozze con la parlamentare di Forza Italia Marta Fascina.
Alla "celebrazione" erano invitati tutti i suoi migliori amici. Unico politico extra Forza Italia: Matteo Salvini, incoronato da Silvio come il miglior leader politico d'Italia (e forse del mondo).
Il matrimonio, "simbolico", non ha alcun valore legale. E ciò tiene al riparo il patrimonio del cavaliere (memore delle vicende passate con la vera moglie) da eventuali pretese future.
Il pubblico è stato intrattenuto dal cantante Gigi D'Alessio e dallo show personale di Berlusconi in veste di chansonnier. Poi Berlusconi, sul prato di Villa Gernetto, brandendo una sorta di sciabiola, ha proseguito lo show di fronte a una torta nuziale con la simpatica forma di un evidente simbolo fallico.

Al cuor non si comanda

Come sempre, Berluscone
non tralascia l’occasione
per mostrarsi da buffone
alla pubblica opinione.
 
Questa volta ha escogitato,
per sembrare un po’ sposato
e non esser criticato
come eterno fidanzato,
 
un moderno matrimonio
per un vecchio Marcantonio
che, però, rispetto al conio
non intacca il patrimonio.
 
E così a Villa Gernetto
Prende corpo il siparietto.
Berluscone col mughetto,
la sposina col merletto.
 
Non è male la sposina,
solo il nome ha di fascina.
Si può dir quasi carina,
forse un po’ crocerossina.
 
Certo al cuor non si comanda,
ma vedendo questa banda
ci sovviene una domanda:
che sia solo propaganda?
 
Gli invitati erano tanti
Tutti in ghingheri, eleganti,
sorridenti tutti quanti:
brava gente e lestofanti.
 
C’era Sgarbi con Tajani
E Zangrillo con Galliani…
Per dar spazio ai casi umani,
c’era il capo dei Padani
 
e Dell’Utri pure c’era,
fresco fresco di galera.
Ma dir tutti i nomi in fiera
è un’orrenda tiritera:
 
lascerebbe senza fiato!
Ve lo abbiamo risparmiato. (*)
Non si offenda il festeggiato
se lo abbiamo criticato
 
per il finto-sposalizio.
Si sa, fingere è il suo vizio!
Lui medesimo è fittizio
Col suo cuoio capellizio.
 
Ma anche se restiamo puri,
ora non facciamo i duri:
con un rullo di tamburi
gli facciamo finti-auguri!

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(*) C'era pure un Tal Talessio che cantava come un fessio.


© Muso Rosso 2022

Venti di guerra. Muso Rosso vuole dare voce a tutte le creature del pianeta che non ce l'hanno.
Il mito racconta che la storia umana comincia con il dono del fuoco da parte di Prometeo. L'uomo è l'unico essere vivente che non teme il fuoco, ma lo usa a proprio vantaggio. Non lo teme finché riesce a dominarlo, finché il fuoco non va fuori controllo. A volte però questo accade...

venerdì 11 marzo 2022

Cantico delle creature senza voce

 

Venti di guerra. Muso Rosso vuole dare voce a tutte le creature del pianeta che non ce l'hanno.
Il mito racconta che la storia umana comincia con il dono del fuoco da parte di Prometeo. L'uomo è l'unico essere vivente che non teme il fuoco, ma lo usa a proprio vantaggio. Non lo teme finché riesce a dominarlo, finché il fuoco non va fuori controllo. A volte però questo accade...

CANTICO
DELLE CREATURE SENZA VOCE 


Non tocca solo voi, qualunque guerra
e mai potrete farvi perdonare!
Ci avete avvelenato cielo e terra,
ci avete avvelenato l'acqua e il mare.

Avete eretto fragili castelli,
alzato muri e inutili frontiere,
vi siete calpestati tra fratelli
per egoismo e sete di potere.

Noi siamo le creature senza voce,
ma pur se silenziose noi parliamo.
Ci avete messe, come Cristo, in croce
e questo è quanto adesso vi diciamo:

A noi davvero basterebbe poco:
quello che è necessario all’esistenza…
ma da che voi avete in mano il fuoco
vieppiù penosa è la sopravvivenza.


Bada, Homo Sapiens! tu non sei il padrone
di questo sasso in mezzo all'Universo.
A niente ti è servita la ragione,
della Natura sei un frutto perverso.

Hai fatto danni più che sufficienti,
vuoi fare l'ultimo, il definitivo?
Pagheremo anche noi il prezzo, innocenti,
ma, sappi, che anche tu non ne esci vivo.

Vedremo solo, accecante, un bagliore,
pian piano, poi, rinasce la vita,
senza di te certamente migliore.
Se è questo che vuoi… vai, falla finita!

© Muso Rosso 2022

(Fonte dell'immagine: Pag. Facebook I Have A Dream)

Nel post precedente:
Zombie, Draghi, Mostri e Maghi

È partita la corsa per il Quirinale. Al momento nessuno si espone candidandosi ufficialmente per l’ambita carica di Presidente della Repubblica. Tranne il solito egocentrico riccone, ovviamente.
È possibile che l’esito sia la conferma del Presidente uscente, che metterebbe tutti d’accordo per un armistizio fino alla svolta delle prossime elezioni politiche...